Ci sono mostre che si vedono in un’ora, con l’occhio già alla caffetteria. E ci sono mostre che ti danno la scusa perfetta per una giornata fuori porta. La nuova mostra alla Venaria Reale, Atelier dei Moderni, appartiene alla seconda categoria.
Fino al 14 febbraio 2027 la Reggia di Venaria, a una decina di chilometri da Torino, ospita una sessantina di dipinti del Novecento. Tra gli autori ci sono Matisse, Picasso, Braque, Dufy, Léger, Soulages, Dubuffet e Bacon: in poche parole, un idillio di arte moderna!
la collezione dell’Atelier dei Moderni
I quadri non sono stati scelti uno per uno come in una lista della spesa: arrivano tutti dalla collezione del Musée des Beaux-Arts di Lione. È un museo che custodisce più di duemila anni di storia dell’arte e che, per il Novecento, ha uno dei nuclei pubblici più importanti d’Europa. Per questo la mostra non è un “best of” cronologico, ma il ritratto di una collezione con le sue stratificazioni e le sue affinità, fatta di gruppi, temi e acquisti, lasciti e doni nel corso del tempo.
La curatrice è Sylvie Ramond, direttrice del museo lionese. Il progetto è del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, con Manifesto Expo e MondoMostre, e arriva dopo la mostra dedicata a Fernand Léger, che chiude un ciclo di dialogo con la Francia che la Reggia porta avanti da un po’.

Perché “atelier”
Come si evince dal titolo, la mostra è incentrata sull’atelier, che è il laboratorio dell’artista, ma anche il suo rifugio, e il posto dove gli artisti si guardano, si copiano, litigano e si ispirano.
Per Braque lo studio è un palcoscenico dove mettere in scena l’allegoria della pittura. Per Bacon diventa un’arena. Ma è con Matisse che il tema raggiunge la sua forma più alta: un’intera parte della sua produzione gli è dedicata, dalla celebre Atelier rouge del 1911 (che ora è a New York, al MoMA) fino alle ultime variazioni con Katia, la sua ultima modella. Il suo ritratto, Katia à la chemise jaune (1951), è l’immagine della mostra e uno degli ultimi dipinti realizzati da Matisse .
Il percorso: sedici sale, un secolo
Le sedici sale alternano monografie e temi, in un percorso molto godibile.
Si parte con i maestri che hanno aperto la strada, e i giovani che li hanno guardati con gli occhi sgranati. Picasso a Montmartre, tra Toulouse-Lautrec e Degas. Suzanne Valadon che nel suo doppio ritratto si ispira alla Famiglia Bellelli di Degas, che aveva potuto vedere nello studio del maestro. Friesz, che dopo Cézanne dipinge quelli che lui stesso avrebbe chiamato “Poussin rifatti sulla natura”. Bonnard e Vuillard, che realizzano opere guardando a Gauguin e agli artisti giapponesi.
Si prosegue con il Fauvismo, movimento molto importante del Novecento che deve il suo nome alla violenza dei colori utilizzati da Matisse e Derain sulle tele esposte al Salon d’Automne nel 1905. In questa sala troverete artisti che si sono chiaramente ispirati a questo movimento, come Charmy, Dufy, Marquet.

Nelle sale successive si affiancano Braque, compagno di cordata di Picasso nell’avventura cubista e Léger. Si parla poi, ovviamente, di Colore, con l’astrazione di Delaunay. Il Trauma della Seconda guerra mondiale è l’occasione per esporre un altro Picasso, che ritrae la credenza bruna del ristorante Le Catalan.
Dopo il Surrealismo, i Ritratti, la Materia, l’Astrazione, la Spazialità, si arriva al dipinto che centra in pieno il titolo della mostra: L’atelier aux raisins di Raoul Dufy, del 1940. Dipinto nella sua prima casa-studio a Perpignan è la sintesi perfetta di tutta la mostra.
Informazioni pratiche per la Mostra alla Venaria Reale
- Mostra: Atelier dei Moderni. Matisse, Braque, Picasso, Bacon
- Date: dal 2 ottobre 2026 al 14 febbraio 2027
- Sede: Sale delle Arti, Reggia di Venaria, Piazza della Repubblica 4, Venaria Reale (TO)
- Biglietti mostra: intero 12 €, ridotto 10 €, ridotto ragazzi 6 € (dai 6 ai 20 anni e universitari under 26), gratuito sotto i 6 anni
- Gratis con Torino+Piemonte Card e Royal Pass
- Prenotazioni e orari aggiornati: lavenaria.it
- Per famiglie e scuole: nella mostra c’è un’area didattica per sentirsi parte dell’atelier, creata con l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino

Come arrivare
Da Torino la Reggia di Venaria è a una decina di chilometri, e ci sono diversi modi per arrivare.
- Navetta Venaria Express da Porta Susa, dal martedì alla domenica. Passa anche da Piazza Vittorio Veneto e Piazza Castello e ci mette poco più di mezz’ora.
- Bus GTT linee 11, VE1 e 72.
- Treno sulla linea Torino-Ceres fino alla stazione di Venaria. Da lì sono circa 500 metri a piedi fino alla biglietteria.
- In auto: Tangenziale Nord, uscita Venaria (o Savonera/Venaria), con parcheggi vicini alla Reggia.
Se arrivate da più lontano espressamente per la Mostra alla Venaria Reale, tutto passa da Torino: l’aeroporto è Torino-Caselle; altrimenti Milano-Malpensa (che è però più lontano).
Oltre la mostra, una gita di giornata intera
Qui viene la parte che consiglio di non sottovalutare. La mostra è il motivo, ma la Reggia di Venaria è il bonus. Progettata da Amedeo di Castellamonte e costruita a partire dal 1658 come residenza di caccia per il duca Carlo Emanuele II, è tra le più grandi residenze dei Savoia e fa parte del sito UNESCO delle Residenze Sabaude.

Vi assicuro che una volta che sarete a Venaria Reale, non potrete resistere al piacere di visitare questo meraviglioso scrigno di arte, storia e bellezza. I must: la Sala di Diana, la Galleria Grande, gli appartamenti del Re e della Regina e i giardini. Se è una bella giornata, i giardini da soli valgono il viaggio!
La gita a Venaria è una delle uscite che consiglio sempre a chi si ferma qualche giorno a Torino, tanto che le ho dedicato una sezione intera nella mia guida TORINO fai-da-te: come arrivare, cosa vedere e come organizzare la giornata.
Il mio consiglio? Arrivate la mattina appena apre e andate subito alla mostra, che è quando c’è meno gente.
Consiglio extra: portate scarpe comode e acqua in abbondanza. Tra le sedici sale della mostra, i giardini e la Reggia, farete più passi di quanto pensiate!
