Firenze di grandi mostre ne ha viste tante, ma questo autunno il palcoscenico va a una donna che, quattro secoli fa, quell’attenzione se l’è dovuta guadagnare a suon di talento puro. Dal 21 ottobre 2026 al 4 aprile 2027, il Museo degli Innocenti ospita Artemisia Gentileschi a Firenze, la prima mostra mai dedicata per intero agli anni che la pittrice trascorse nella città che la consacrò.
Se il suo nome vi ricorda soprattutto il processo, il trauma, la parte più dolorosa della sua storia, questa mostra arriva a rimettere le cose al posto giusto. Racconta quello che è successo dopo Roma: l’arrivo a Firenze nel 1612, la rinascita, il momento in cui Artemisia diventa, senza mezzi termini, una delle grandi pittrici del Seicento.
Perché proprio Firenze
Tra il 1613 e il 1620, Firenze regala ad Artemisia qualcosa che Roma non le aveva mai dato: la possibilità di ripartire. Lavora per la corte medicea, incrocia il cammino di Galileo Galilei, stringe un legame artistico intenso con Michelangelo Buonarroti il Giovane — sì, pronipote del famoso Michelangelo — e nel 1616 compie un gesto che nel Seicento ha del clamoroso: diventa la prima donna ammessa all’Accademia delle Arti del Disegno. In un secolo che di inviti alle artiste donne ne distribuiva pochissimi, non è un dettaglio da nota a piè di pagina. È un traguardo che vale da solo l’intera mostra.
Curata da Costantino D’Orazio, Cristina Acidini e Sandro Bellesi, l’esposizione ripercorre questo capitolo decisivo: la maturazione di uno stile ormai riconoscibile a colpo d’occhio, il dialogo serrato con la luce drammatica di Caravaggio, e il confronto con i pittori meno noti — ma tutt’altro che minori — della Firenze del Seicento: Cristofano Allori, Francesco Furini, Cesare Dandini, e molti altri nomi tutti da scoprire.
Le opere da non perdere
Non si tratta di una mostra piccola o silenziosa. Tra i lavori esposti:
- Giuditta con l’ancella e la testa di Oloferne (Museo di Capodimonte) — perché una mostra su Artemisia senza almeno una scena di vendetta memorabile non sarebbe davvero completa.
- La Maddalena (Sursock Collection, Beirut)
- Cleopatra (collezione privata)
- Allegoria dell’Inclinazione, realizzata per Casa Buonarroti: il suo incarico fiorentino più personale, e secondo alcuni l’unico autoritratto in nudo che Artemisia abbia mai dipinto per un committente privato.
- Due capolavori di Caravaggio, messi in dialogo diretto con le opere di Artemisia per seguire il filo che lega la lezione del maestro lombardo alla sua rilettura, tutta personale.
informazioni utili
- Mostra: Artemisia Gentileschi a Firenze
- Date: dal 21 ottobre 2026 al 4 aprile 2027
- Dove: Museo degli Innocenti, Piazza della Santissima Annunziata, Firenze
- Orari: tutti i giorni, dalle 9:30 alle 19:00 (biglietteria chiude un’ora prima)
- Biglietti: intero 16 euro (include l’accesso alla collezione permanente del Museo degli Innocenti)
- Organizzazione: Arthemisia, in collaborazione con il Museo degli Innocenti, sotto il patrocinio del Comune di Firenze
Un consiglio prima di andarci
Piazza della Santissima Annunziata è a due passi dal Duomo, quindi è facilissimo inserire la mostra in una giornata già piena di capolavori rinascimentali — ma vale la pena dedicarle il tempo giusto. Non è una tappa da spuntare in fretta: è un racconto denso, stratificato. Prendetevi il tempo per le sale dedicate alla corte medicea, e non correte davanti ai pittori fiorentini meno noti esposti accanto a lei: è proprio quel contesto a far capire, davvero, quanto fosse straordinario ciò che Artemisia riuscì a ottenere.
E visto che sarete già immersi nella Firenze medicea, è il momento perfetto per portarvi dietro la mia guida di Firenze: itinerari e consigli per collegare il Duomo, l’Accademia e il resto del centro storico senza perdere il filo tra una tappa e l’altra.
Quattro secoli dopo essere entrata in quell’Accademia e aver cambiato le regole del gioco, Firenze le restituisce finalmente l’accoglienza che si merita.
