C’è un nome che di solito non si associa a Vercelli: Marc Chagall. Eppure, dal 13 ottobre 2026 al 29 marzo 2027, questa città piemontese, più famosa per le risaie che per le grandi mostre, si prepara a ospitare uno degli appuntamenti più attesi della stagione. Cinquanta opere originali di uno dei pittori più riconoscibili del Novecento, allestite dentro una chiesa sconsacrata. Se questa combinazione non vi ha già incuriosito, continuate a leggere.

Cosa ci fa Marc Chagall a Vercelli?
La mostra prende vita nello Spazio ARCA, ricavato nella suggestiva ex Chiesa di San Marco — già di per sé un luogo che vale la visita — e rappresenta il secondo capitolo di un progetto pluriennale pensato per riportare Vercelli al centro della scena culturale italiana. (Nel 2025, ARCA aveva ospitato una mostra sull’Espressionismo italiano: Chagall è il passo successivo, e non da poco.) Il progetto è promosso dal Comune di Vercelli e prodotto da Arthemisia, in collaborazione con la Fondazione Giuseppe Iannaccone di Milano — gli stessi nomi dietro alcune delle mostre itineranti più importanti degli ultimi anni in Italia.
Di cosa parla davvero la mostra
Non aspettatevi solo la solita parete di innamorati colorati che fluttuano sopra i tetti (anche se, tranquilli, quello non manca). Il filo conduttore scelto dai curatori è la perdita della patria, un tema che Chagall conosceva fin troppo bene. Nato a Vitebsk (Bielorussia) nel 1887, fu costretto a lasciare per sempre la sua città natale nel 1922, e la vide poi scomparire dalla mappa quando l’esercito tedesco la distrusse durante la Seconda guerra mondiale, nel 1941.
Invece di ridurlo al semplice “pittore della nostalgia”, la mostra racconta un Chagall più attuale di quanto si pensi: un artista che ha trasformato l’esilio in un linguaggio visivo universale, capace di parlare ancora oggi a chiunque abbia fatto i conti con la perdita e lo sradicamento. Il percorso attraversa i grandi temi ricorrenti della sua opera — l’amore, la religione, gli animali, i sogni, la poesia — mentre una serie di autoritratti disseminati tra le sale accompagna il visitatore quasi come una guida personale, con Chagall stesso a raccontare la propria vita.

Una sezione dedicata, curata da Daniele Fenaroli, aggiunge un ulteriore livello di lettura: opere di artisti italiani contemporanei di Chagall, provenienti dalla Collezione Giuseppe Iannaccone, messe in dialogo con la sua sensibilità pittorica.
Le informazioni utili
- Mostra: Marc Chagall
- Date: dal 13 ottobre 2026 al 29 marzo 2027
- Dove: Spazio ARCA, ex Chiesa di San Marco, Vercelli
- Opere esposte: circa 50 opere originali
- Organizzazione: Comune di Vercelli, prodotta da Arthemisia, in collaborazione con la Fondazione Giuseppe Iannaccone
Le prevendite sono già aperte — vale la pena prenotare con anticipo, perché è il tipo di mostra che tende a riempirsi in fretta una volta che se ne inizia a parlare.
Trasformatela in una gita fuori porta
Piccolo consiglio pratico: Vercelli è a meno di un’ora di treno da Torino, nel cuore delle famose risaie piemontesi. Se avete già base a Torino per il vostro viaggio — magari con la mia guida di Torino alla mano — questa è la gita perfetta da inserire tra una giornata in città e l’altra.
Una volta terminata la mostra di Marc Chagall a Vercelli, potete dedicarvi alla scoperta di questa bella città fondata nel IV secolo a.C. da popolazioni di origine celtico-liguri. Al termine del percorso museale di spazio ARCA, troverete alcuni spunti interessanti per la vostra visita della città, ma se volete organizzarvi prima, ho creato una piccola guida alla scoperta di Vercelli in un pomeriggio.

Allora, fermatevi a pranzo (tranquilli, qui non ci sono “locali per turisti”, quindi, qualsiasi locale scegliate, sarà autentico) per assaggiare il piatto tradizionale, la panissa. La panissa vercellese (un po’ diversa da quella novarese che si chiama paniscia) è un risotto realizzato con riso Sant’Andrea (il più indicato) oppure Arborio, Baldo o Carnaroli e fagioli di Saluggia o Villata. Il riso viene inizialmente scottato in un soffritto di cipolla e lardo (niente burro o olio) e poi cotto accompagnando la cottura con il brodo dei fagioli e un salame grasso.
Un altro piatto tradizionale e unico che potrete provare è il risotto alle rane. E sappiate che qui le rane sono una prelibatezza: le troverete fritte alla vercellese, nella frittata di rane o in umido. Per terminare, senza appesantire un pasto già impegnativo, ci sono i bicciolani, deliziosi biscotti alle spezie, ottimi con il caffé o con un buon passito.
Insomma, risaie all’andata e il mondo sognante di Chagall all’arrivo, una città tutta da scoprire e un bel pranzo contadino: il modo migliore di trascorrere una giornata alternativa. Buon divertimento!
